Un totale di 137 richiedenti asilo è stato evacuato dalla Libia e trasferito in sicurezza in Rwanda, secondo quanto riferito dal Ministero della Gestione delle Emergenze del Paese africano. Il gruppo è atterrato nella serata di mercoledì e comprende persone provenienti da diversi Paesi del Corno d’Africa, in particolare Sudan, Eritrea, Etiopia e Sud Sudan.
L’evacuazione è avvenuta nell’ambito di un corridoio umanitario attivo dal 2019, frutto di un protocollo d’intesa tra il Governo del Rwanda, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’Unione Africana. Questo accordo ha istituito un meccanismo di transito d’emergenza volto a trasferire individui vulnerabili bloccati in Libia, soprattutto quelli detenuti in condizioni critiche o esposti a gravi rischi nei contesti urbani.
Una volta arrivati in Rwanda, i rifugiati sono stati accolti al Centro di Transito d’Emergenza di Gashora, nell’est del Paese. Qui ricevono assistenza medica, supporto psicologico e protezione, in attesa di una possibile ricollocazione in Paesi terzi. Il centro funge da rifugio temporaneo per chi fugge da violenze, abusi o dalla negazione dei diritti fondamentali in Libia.
Negli ultimi anni, la Libia si è trasformata in un nodo cruciale per le rotte migratorie irregolari verso l’Europa. Migliaia di migranti e richiedenti asilo, in fuga da conflitti, persecuzioni o crisi economiche, utilizzano il Paese come punto di partenza. Tuttavia, l’instabilità politica e la presenza diffusa di milizie armate hanno reso la Libia un luogo estremamente pericoloso, dove molti migranti finiscono per essere detenuti, sfruttati o abbandonati.
Secondo gli ultimi dati forniti dall’UNHCR, oltre 2.760 persone sono state evacuate dalla Libia al Rwanda dal 2019 a oggi. Di queste, più di 2.100 sono già state ricollocate con successo in altri Paesi.

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