Tripoli ha vissuto un’escalation delle violenze senza precedenti, in seguito all’uccisione di Abdul Ghani al-Kikli, noto come Gneiwa, comandante del Servizio di Supporto alla Stabilizzazione. L’omicidio è avvenuto lunedì sera durante un conflitto armato scoppiato all’interno della base centrale della 444ª Brigata, situata nell’area di Salah al-Din.
L’episodio ha innescato un’ondata di violenze armate in diverse zone della capitale, costringendo il Governo di Unità Nazionale (GNU) a dichiarare lo stato di emergenza. Le autorità hanno esortato i cittadini a restare nelle proprie abitazioni per evitare di essere coinvolti nel fuoco incrociato tra le milizie.
L’aeroporto di Mitiga è stato parzialmente chiuso e numerosi voli sono stati dirottati verso l’aeroporto di Misurata. Nel frattempo, ambulanze e squadre di pronto intervento hanno elevato il livello di allerta al massimo grado, preparandosi a far fronte a potenziali emergenze.
Il ministro della Difesa del GNU ha annunciato, sempre nella serata di lunedì, il successo di un’operazione militare a Tripoli, confermando il pieno controllo dell’area di Abu Salim, storica roccaforte di al-Kikli. Il premier Abdelhamid Dabaiba ha elogiato l’operazione, definendola “un passo decisivo verso lo smantellamento dei gruppi armati irregolari”. Ha inoltre sottolineato come le agenzie di sicurezza ufficiali abbiano dimostrato la capacità di imporre l’ordine e di riaffermare l’autorità dello Stato al di sopra delle milizie locali.

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