Continua l’escalation di violenze a Tripoli, in seguito all’uccisione di Abdul Ghani al-Kikli, noto come Gneiwa, comandante dell’Apparato di Supporto alla Stabilizzazione.
L’Unione Europea, tramite il suo portavoce ufficiale, ha espresso sostegno all’annuncio di una tregua e di un cessate il fuoco nella capitale libica, elogiando l’allentamento delle tensioni in città. Ha inoltre sottolineato la necessità di ricorrere al dialogo per risolvere le divergenze. La dichiarazione ha rimarcato l’importanza di garantire piena responsabilità per i crimini commessi durante la recente crisi, confermando l’impegno dell’UE a collaborare con i partner libici e internazionali per ristabilire la calma a Tripoli.
Anche l’Alto Consiglio di Stato libico, presieduto da Khaled Al-Meshri, ha espresso profonda preoccupazione per i recenti scontri armati avvenuti nella capitale, attribuendone la responsabilità al Governo di Unità Nazionale (GNU). Al-Meshri ha inoltre esortato la Camera dei Rappresentanti a Bengasi ad avviare concretamente le procedure per la formazione di un nuovo governo unificato, in coordinamento con l’Alto Consiglio di Stato, sottolineando che il Paese non può più permettersi ulteriori ritardi nel porre fine al ciclo di caos e violenza.
Nel frattempo, il Ministero degli Esteri egiziano ha annunciato la creazione di una sala operativa per monitorare da vicino l’evoluzione della situazione in Libia. Il comitato di crisi rimarrà in riunione permanente per seguire gli sviluppi. Il ministero ha inoltre invitato i cittadini egiziani presenti in Libia alla massima prudenza, raccomandando loro di restare in casa e di evitare le aree di tensione fino a quando la situazione non sarà stabilizzata.

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