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Scontri armati a Sabratha: denunce e richieste di intervento tra caos e fallimenti istituzionali

L’Istituzione Nazionale per i Diritti Umani ha condannato con fermezza i violenti scontri armati e gli atti di provocazione avvenuti giovedì e venerdì nella città di Sabratha, scatenati da formazioni armate illegali provenienti dalla vicina città di az Zawiya.


In un comunicato, la Fondazione per la Libertà di Pensiero ed Espressione ha evidenziato come il ripetersi di episodi di violenza tra milizie armate, formalmente riconosciute dal governo di unità nazionale (GNU), rappresenti un grave fallimento da parte dell’esecutivo e del Ministero dell’Interno nel garantire la sicurezza, l’incolumità e la protezione della popolazione civile.


In risposta alla situazione, la Regione Militare della Costa Occidentale ha annunciato misure d’urgenza per ristabilire la sicurezza a Sabratha, dopo i violenti scontri che hanno provocato morti, feriti e panico tra i residenti.
Queste misure sono state adottate su ordine del Primo Ministro del Governo di Unità Nazionale, Abdulhamid Dabaiba. Il comandante della regione occidentale, il tenente generale Salah al-Din al-Namroush, ha incaricato il 33° Battaglione Operazioni Speciali di intervenire immediatamente, presidiare i quartieri cittadini e prevenire nuovi scontri tra fazioni rivali. Tali gruppi armati, pur formalmente filogovernativi, sarebbero coinvolti in lotte interne per il potere, con accuse di traffico di esseri umani e carburante.


A proposito di ciò, Ali Tekbali, membro della Camera dei Rappresentanti, ha dichiarato alla stampa che il Paese vive in uno stato di disordine e caos generalizzato e che l’incapacità dei libici di proporre iniziative concrete per uscire dalla crisi è dovuta alla prevalenza degli interessi personali su quelli nazionali.


Ha inoltre denunciato il potere persistente delle milizie nella vita quotidiana e il loro coinvolgimento in conflitti continui senza alcun deterrente reale. Ha infine rivolto un appello esplicito alla comunità internazionale chiedendo un’azione concreta per ristabilire l’ordine nel Paese.



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