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Tripoli allo Scoperto: Il Fronte Haftar-Turchia Avanza mentre Dabaiba Perde il Controllo

Ieri il presidente del Consiglio di Stato Khaled Al-Mishri ha tenuto un incontro a Tripoli con diversi candidati alla presidenza del futuro governo da istituire, tra cui Essam Bouzreiba (Ministro dell’Interno del GNS con sede a Bengasi), Mohammed Al-Montaser, Abdul Karim Maqaig, Mohammed Al-Mazoughi e Ali Sassi.

Secondo l’analista Jalel Harchaoui, questa scena – avvenuta pochi giorni dopo la visita del vice ministro della Difesa del GNS Abdelsalam Zewbi ad Ankara – mette in luce serie falle nella sicurezza interna della capitale e nel controllo esercitato da Abdul Hamid Dabaiba, premier del GNU. Infatti, due mesi fa, egli aveva adottato una strategia muscolare per imporsi a Tripoli, arrivando a colpire violentemente il capo della milizia SSA Abdelghani al-Kikli, detto Gheniwa, il 12 maggio, nel tentativo di anticipare qualsiasi minaccia in vista della presentazione della road map dell’ONU, che secondo le anticipazioni potrebbe prevedere la richiesta formale dell’istituzione di un nuovo governo unificato nella capitale.

Tuttavia, gli eventi recenti smentiscono questa ambizione del premier. Il gruppo Radaa ha accolto i candidati all’aeroporto di Mitiga, che si sono poi incontrati con Al-Mishri all’hotel Radisson. In particolare, Hassan Bouzreiba – nuovo capo dell’apparato di supporto alla stabilità (SSA) dopo la morte di al Kikli – ha attraversato senza problemi Tripoli da Abu Sera a Mitiga per accogliere il fratello Essam, che in seguito ha volato verso est, mentre Hassan è tornato indisturbato a Zawiya. Questa libertà di movimento dimostra la crescente porosità del controllo militare nella capitale e solleva dubbi sulla coesione dell’alleanza armata di Dabaiba, sul ruolo dei fratelli Trabelsi, che controllano il ministero dell’Interno, di Mahmoud Hamza (comandante della Brigata 444) e Omar Bughdada (capo della Joint Force), figure chiave che solo due mesi fa difendevano il premier. A maggio, Dabaiba mirava a diventare il Leviatano di Tripoli. Oggi, la realtà sembra mostrare il contrario.

Nel frattempo, il fronte Haftar-Turchia avanza. Il riavvicinamento tra Ankara e la famiglia Haftar è evidente in una serie di sviluppi recenti: Belkacem Haftar, direttore generale del Fondo per lo Sviluppo e la Ricostruzione della Libia, ha firmato contratti con l’azienda turca Albavvaba Hizmetleri Limited Sirketi per l’installazione e lo sviluppo di sistemi di navigazione aerea e di comunicazione in otto aeroporti libici.

Inoltre, il capo di stato maggiore delle forze di terra dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), il generale Saddam Haftar, ha avviato colloqui di cooperazione in ambito difensivo con il Pakistan. A Islamabad ha incontrato l’ammiraglio Navid Ashraf, capo della marina pakistana, discutendo di sicurezza regionale, cooperazione tecnologica e esercitazioni congiunte. Saddam ha anche incontrato il capo dell’esercito pakistano per esplorare collaborazioni in materia di produzione militare e rafforzamento strategico.

Tutto ciò è reso possibile dalle aperture turche verso la famiglia Haftar, in cambio della possibile ratifica – da parte di Bengasi – del controverso memorandum marittimo firmato da Tripoli e Ankara nel 2019, rigettato dalla Grecia. In sintesi, mentre Dabaiba perde terreno a Tripoli, Haftar consolida la sua posizione sia internamente che sul piano internazionale, grazie a nuove intese con Turchia e Pakistan.



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