
Nuovi e violenti scontri armati hanno scosso mercoledì mattina la città di Zawiya, a ovest di Tripoli, confermando ancora una volta la fragilità della sicurezza in Libia occidentale. Le violenze, esplose tra la cosiddetta “Agenzia di risposta alle minacce alla sicurezza” e gruppi locali noti come “Kabwat”, hanno paralizzato la vita cittadina e messo in allarme istituzioni e servizi essenziali.
La Zawiya Oil Refining Company ha diffuso un comunicato in cui denuncia il grave rischio per la raffineria e per le aree circostanti, sottolineando come gli scontri rappresentino una minaccia diretta alle vite dei lavoratori, ai residenti e a un’infrastruttura vitale per l’economia nazionale. L’azienda ha chiesto un cessate il fuoco immediato e la neutralizzazione dei siti strategici dal conflitto, ricordando che qualsiasi danno al complesso costituisce un’aggressione al patrimonio collettivo del popolo libico.
Le conseguenze sul piano civile sono state immediate: la Mezzaluna Rossa e il Centro di emergenza medica hanno invitato la popolazione a restare in casa, mentre il Ministero dell’Istruzione locale ha sospeso le lezioni nelle scuole situate lungo le aree a rischio, comprese quelle nei pressi della raffineria.
Gli scontri di Zawiya mettono nuovamente in evidenza come la sovrapposizione tra gli interessi delle milizie e le infrastrutture strategiche renda qualsiasi escalation un pericolo diretto per la stabilità nazionale e la sicurezza dei civili. Allo stesso tempo, l’episodio mostra le gravi difficoltà che le autorità incontrano nel tentativo di riaffermare un controllo effettivo sul territorio e garantire la continuità dei servizi vitali.

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