
L’Autorità per gli Investimenti Libica (LIA) ha smentito in modo categorico le notizie circolate su alcuni media e piattaforme social riguardo alla presunta firma di un contratto che affiderebbe a una società straniera la gestione, la disposizione e la rappresentanza dei suoi asset presso organismi internazionali.
In una nota diffusa domenica, l’Autorità ha chiarito di non aver mai ricevuto né esaminato la bozza di contratto menzionata, affermando di averne avuto notizia esclusivamente attraverso quanto pubblicato dai media e dai social network.
La LIA ha precisato di essere aperta a partnership internazionali e di mantenere un dialogo costante con banche e istituzioni finanziarie globali, attraverso incontri e consultazioni periodiche finalizzate a valutare opportunità di investimento e gestione dei fondi. Tali attività, tuttavia, avvengono nel pieno rispetto del congelamento degli asset previsto dalla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 2769 del 2025.
L’Autorità ha sottolineato che questi contatti non comportano in alcun modo obblighi contrattuali o mandati formali, ma rientrano esclusivamente in un processo di esplorazione dei mercati internazionali. Eventuali accordi futuri, ha aggiunto, sarebbero comunque soggetti ai più elevati standard di governance e trasparenza, con il coinvolgimento del Consiglio di Amministrazione, il controllo degli organi di vigilanza e l’approvazione del Comitato per le Sanzioni sulla Libia.
Nel respingere definitivamente le indiscrezioni, la LIA ha ribadito che l’ipotesi di affidare la gestione degli asset esteri a una società straniera è priva di fondamento, invitando i media a verificare con attenzione le fonti e a non alimentare voci infondate. L’Autorità ha infine confermato il proprio impegno a operare nel rispetto delle leggi nazionali e nell’interesse del popolo libico.
La smentita arriva dopo che, il 12 dicembre, una rivista europea aveva riferito di una presunta valutazione da parte della LIA sull’ingaggio di un hedge fund con sede alle Bahamas. La presa di posizione ufficiale dell’Autorità rende di fatto infondate tali indiscrezioni: anche qualora fossero esistite ipotesi informali, una smentita pubblica di questo tipo avrebbe comunque reso impraticabile qualsiasi mandato, creando incertezza nei rapporti con le istituzioni finanziarie internazionali.
Alla luce di questi elementi, la notizia iniziale appare quanto meno prematura, mentre la posizione ufficiale dell’Autorità per gli Investimenti risulta solida e credibile.

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