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Il 2025 in Libia tra caos politico e rinvio delle elezioni

Il 2025 in Libia è stato caratterizzato dal persistere dell’impasse politica e dal rinvio del processo elettorale nazionale, con l’assenza di elezioni presidenziali e parlamentari a causa delle profonde divisioni tra partiti politici e dei disaccordi sulle leggi elettorali, oltre alla mancanza di accordo sulla formazione di un governo unificato incaricato di supervisionare il processo. Nonostante ciò, l’attività elettorale si è concentrata a livello locale, con diverse fasi di elezioni dei consigli municipali volte a promuovere la partecipazione popolare e a mantenere un minimo di legittimità locale.

La Camera dei Rappresentanti e l’Alto Consiglio di Stato restano bloccati su questioni chiave legate alle elezioni nazionali, tra cui le leggi elettorali e il meccanismo di formazione di un governo di transizione unificato. Questa situazione ha impedito la definizione di un calendario preciso per la candidatura presidenziale e parlamentare, aumentando l’incertezza politica per i cittadini libici.

La Commissione Nazionale Superiore per le Elezioni (HNEC) ha dichiarato la propria disponibilità a organizzare le elezioni a marzo 2026, a condizione che siano garantiti finanziamenti, piani di sicurezza a livello nazionale e regole di voto concordate. Nonostante la prontezza tecnica e amministrativa della Commissione, l’effettiva realizzazione delle elezioni rimane vincolata a un consenso politico pieno e alla risoluzione delle questioni ancora aperte tra le varie parti. Durante il 2025, la Commissione ha compiuto progressi significativi nell’organizzazione delle elezioni municipali, con alcune aree che hanno registrato un’alta partecipazione degli elettori, mentre in altri comuni le elezioni sono state rinviate per motivi di sicurezza o interferenze politiche, riflettendo le difficoltà persistenti nel garantire un processo elettorale nazionale completo.

La Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ha continuato gli sforzi per superare le divergenze tra le parti libiche, presentando un nuovo piano d’azione della durata di 12-18 mesi, comprendente la definizione di un quadro elettorale coerente, la formazione di un governo esecutivo unificato e l’avvio di un dialogo complessivo per affrontare le questioni più controverse, in particolare nei settori della sicurezza, dell’economia e delle elezioni. La missione ha ribadito la propria disponibilità a fornire tutto il supporto necessario per garantire l’integrità del processo elettorale.

Lo stallo politico rappresenta l’ostacolo principale al regolare svolgimento delle elezioni nazionali: la mancanza di accordo sulle leggi elettorali e sul meccanismo di formazione del governo riflette la continua divisione e la perdita di fiducia tra le istituzioni. Gli osservatori sottolineano che ogni tentativo di tenere le elezioni senza un consenso completo potrebbe incontrare difficoltà significative e rischiare una scarsa accettazione popolare.

Esperti e analisti attribuiscono il rinvio delle elezioni presidenziali e parlamentari nel 2025 a fattori interconnessi, tra cui la disputa sulla base legale delle elezioni e la mancanza di reale volontà politica da parte dei leader libici, percepiti come beneficiari della situazione attuale. Anche interventi stranieri, fragilità della sicurezza e crisi di fiducia popolare hanno complicato ulteriormente il processo elettorale, soprattutto per le controversie legate alla formazione di un governo di transizione unificato, incaricato di supervisionare le elezioni e gestire le posizioni sovrane e le risorse statali.

Il successo delle elezioni presidenziali e parlamentari in Libia dipenderà quindi dalla capacità delle parti libiche di superare le divisioni, rispettare il piano d’azione delle Nazioni Unite, garantire un quadro giuridico chiaro e un meccanismo di attuazione stabile, oltre a creare un contesto di sicurezza che permetta lo svolgimento delle elezioni nazionali in maniera trasparente e imparziale. Il 2026 si presenta come un anno decisivo per determinare il futuro del processo politico libico e porre fine a uno stato di divisione che dura ormai da anni.



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