
L’assenza dalla scena pubblica del primo ministro del Governo di Unità Nazionale libico, Abdelhamid Dbeibeh, nelle ultime settimane ha suscitato interrogativi sempre più insistenti. La sua mancata partecipazione alle preghiere per l’Eid al-Fitr e agli eventi ufficiali successivi, sia a Tripoli sia nella sua città natale, Misurata, ha alimentato speculazioni sulle sue condizioni di salute e sulla sua effettiva presenza nel Paese.
Secondo diversi osservatori, questa assenza potrebbe essere collegata a un problema cardiaco che avrebbe colpito Dbeibeh lo scorso gennaio, quando si sarebbe sottoposto a un intervento chirurgico in un ospedale di Misurata. Tuttavia, la mancanza di comunicazioni ufficiali da parte del governo ha accresciuto l’incertezza, nonostante alcuni ministri abbiano assicurato la continuità dell’azione esecutiva sotto la sua supervisione.
Lo scrittore politico Faraj Farkash ha sottolineato come l’assenza del premier dai media dalla fine del Ramadan e la mancata partecipazione agli eventi abituali rappresentino un fatto anomalo. Ciò ha rafforzato le ipotesi secondo cui potrebbe trovarsi all’estero per cure mediche, sollevando dubbi sulla gestione degli affari governativi in assenza di un mandato chiaramente dichiarato.
Farkash prevede che questa situazione possa aumentare la pressione politica sull’esecutivo nei prossimi mesi, soprattutto alla luce della persistente divisione tra le amministrazioni rivali nell’est e nell’ovest del Paese. Una condizione che offre agli oppositori ulteriori argomenti per mettere in discussione la capacità del governo di restare in carica.
Sulla stessa linea, Asaad Zahiu, presidente dell’Unione Nazionale dei Partiti Libici, ritiene che la maggior parte dei cittadini stia affrontando la questione con sensibilità umanitaria, mentre il dibattito politico resta confinato alle élite. Zahiu osserva inoltre che l’assenza di Dbeibeh potrebbe essere utilizzata come pretesto per rilanciare la proposta di un governo unificato in vista di future elezioni.
Nel frattempo, i social network libici sono stati inondati da indiscrezioni sul suo stato di salute e persino da voci su possibili tensioni interne tra i suoi collaboratori. In questo contesto, Sherif Abdullah, direttore del Centro libico per gli studi sulla sicurezza e militari, ha messo in guardia dai rischi legati all’assenza del primo ministro in un sistema politico già fragile, soprattutto in mancanza di norme chiare sulla vacanza della carica.
Abdullah ha inoltre evidenziato come gli equilibri di sicurezza nella Libia occidentale si basino su una complessa rete di relazioni con gruppi armati. L’eventuale assenza prolungata di Dbeibeh, considerato uno dei principali centri di finanziamento di queste formazioni, potrebbe aprire la strada a nuove lotte per il controllo delle istituzioni chiave, inclusa la banca centrale, con possibili ripercussioni sulla stabilità del Paese.
A rendere il quadro ancora più delicato è il fatto che anche nell’est della Libia si registra un’assenza significativa. Il maresciallo Khalifa Haftar, figura dominante della regione orientale, non ha preso parte alle celebrazioni dell’Eid a Bengasi, dove i fedeli si sono riuniti in massa senza la sua consueta presenza.
Queste due assenze, fortemente notate sia a Tripoli sia a Bengasi, hanno acceso il dibattito sui social media e nei media locali, sempre più attenti a ogni notizia riguardante la salute dei due leader rivali. Un elemento che, al di là delle divisioni politiche, sembra unire i libici: la crescente preoccupazione per le condizioni dei propri leader e per il futuro equilibrio del Paese.

Lascia un commento