
L’ambasciata della Russia in Libia ha smentito le notizie circolate su una presunta visita a Mosca di Sami al-Menfi, consigliere del Consiglio Presidenziale e fratello del suo presidente. Secondo la rappresentanza diplomatica, si tratterebbe di informazioni infondate, parte di tentativi di diffondere notizie fuorvianti volte a ostacolare il dialogo politico tra le parti libiche.
In una nota ufficiale, l’ambasciata ha precisato che alcune piattaforme mediatiche avevano diffuso dettagli non verificati sulla presunta visita, includendo accuse contro il governo di unità nazionale guidato da Abdelhamid Dbeibeh e contro il ministro della Difesa Abdel Salam al-Zoubi, ritenuti responsabili – secondo tali ricostruzioni – dell’uso della Libia occidentale per colpire petroliere russe.
Mosca ha respinto con fermezza queste affermazioni, definendole prive di fondamento e criticando la diffusione di quelle che ha descritto come speculazioni politicamente motivate. Ha inoltre ribadito che il rispetto della riservatezza dei negoziati rappresenta un principio fondamentale della diplomazia, accusando tali narrazioni di alimentare tensioni nel contesto libico.
In parallelo, il Ministero dei Trasporti russo aveva annunciato il 3 marzo che una nave cisterna di gas russa era stata colpita da droni ucraini nel Mar Mediterraneo, al largo delle coste libiche, definendo l’episodio un atto di “pirateria terroristica internazionale”.
Sul fronte interno, il presidente del Consiglio Presidenziale, Mohamed al-Menfi, ha dichiarato che la Libia si trova a un bivio tra “lo Stato e il compromesso”, facendo riferimento alle attuali sfide politiche ed economiche. Le sue parole sono arrivate in occasione della presentazione del primo rapporto del Comitato consultivo di esperti sulla situazione economica nazionale.
Al-Menfi ha sottolineato che il Paese è chiamato a compiere scelte decisive: costruire istituzioni solide o cedere a logiche di accordi politici temporanei, organizzare elezioni o prolungare la fase transitoria, preservare la sovranità sulle risorse o esporsi a influenze esterne. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di proteggere investimenti e fondi congelati, avvertendo dei rischi legati a una gestione incerta.
In questo contesto, la diffusione di notizie non verificate – secondo Mosca – rischia di complicare ulteriormente un quadro già fragile, in cui il percorso verso la stabilità dipende anche dalla credibilità delle informazioni e dalla tenuta del dialogo politico.

Lascia un commento