
Secondo quanto riportato da diverse fonti regionali mercoledì 2 luglio, l’Egitto avrebbe chiesto agli Stati Uniti di intervenire per impedire al Parlamento della Libia orientale di ratificare un accordo marittimo con la Turchia. Il Cairo teme che, se tale intesa venisse ratificata, potrebbe generare nuove tensioni nel Mediterraneo orientale, proprio mentre l’Egitto sta già affrontando le ripercussioni dei conflitti a Gaza e in Sudan.
Un funzionario egiziano e un altro della regione hanno riferito che il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha sollevato la questione nel corso di una telefonata con Massad Boulos, consigliere senior della Casa Bianca per l’Africa. Secondo le fonti, Boulos avrebbe promesso di contattare Khalifa Haftar per discutere della questione.
A tal proposito, l’analista Jalel Harchaoui ha commentato che Massad Boulos sarebbe un inviato non particolarmente importante del Dipartimento di Stato americano. Inoltre, a suo giudizio, l’approccio adottato dal Cairo rivelerebbe la sua reale posizione: se l’Egitto avesse davvero voluto impedire al Parlamento libico di ratificare il memorandum marittimo firmato nel 2019 tra Tripoli e Ankara, avrebbe già intrapreso azioni forti e visibili. Invece, si è limitato a presentare un reclamo generico a Washington, attore distante dal contesto del Mediterraneo orientale. Questo gesto dimostra che il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi non ha una reale intenzione di ostacolare l’intesa che sta prendendo forma tra Ankara e Bengasi.

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